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Mafia, La nostra terra “Cosa non vostra”

Posted by on sabato, 25 / Marzo / 2017 in Italia, Senza categoria

Mafia, La nostra terra “Cosa non vostra”

Pochi giorni fa a Locri, in Calabria, hanno marciato in 25 mila, Libera ha celebrato la Giornata della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, con don Luigi Ciotti, fondatore di Libera contro le mafie e figura principale nella lotta a cosa nostra siciliana.

Nel comune in provincia di Reggio Calabria durante le celebrazioni, sono apparse delle scritte sgradevoli nei confronti del fondatore di Libera, un atto di vigliaccheria, un atto che, non sporca solo i muri, ma ferisce, mortifica, disgusta una società nuova, pulita, percuote noi siciliani, nati in una terra bellissima, nati in una terra disgraziata, oppressa, martoriata, omertosa, schiava di stereotipi, bollata da etichette, una regione che è rimasta troppo a lungo in silenzio, che non ha aperto le porte alla giustizia, che ha chiuso le finestre in faccia alle verità, una madre terra che ha visto morire figli e figlie, uomini onesti, che hanno speso la loro vita per una società giusta.

 

Oggi la mafia si è rinnovata, evolvendosi, radicandosi nelle istituzioni, infiltrandosi velatamente nella società, noi siamo influenzati dalla mafia, noi non siamo liberi, per questo bisogna lottare, dare l’esempio alle nuove generazioni, indurle a cercare l’incorruttibilità, educarle alla bellezza, rendendo loro partecipi del cambiamento.
Noi non vogliamo essere più schiavi di un mostro che ci ha rubato il futuro, non vogliamo essere complici di chi ha saccheggiato i nostri sogni, non vogliamo essere come loro, noi non siamo mafiosi, i siciliani non sono mafiosi, i campani non sono mafiosi, i calabresi non sono mafiosi. La mafia non ha madre, le mafie sono orfane, non appartengono a nessuno, sono inasprite di violenza, i mafiosi sono padroni senza pietà.

“Noi siamo” Peppino Impastato, Pippo Fava, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Rocco Chinnici, Pio la Torre, Ninni Cassarà, Boris Giuliano, Mario Francese, Cesare Terranova, Don Pino Puglisi, Carlo Alberto dalla Chiesa, Calogero Zucchetto, Mauro Rostagno, Beppe Alfano e tutte le altre vittime innocenti di mafia che hanno lottato per la libertà, e tutti coloro che ancora oggi lottano, tutti quegli uomini e quelle donne che in questo momento combattono per una giusta verità.

Vogliamo vivere, vogliamo vestirci di speranza, vogliamo essere il futuro, vogliamo essere il cambiamento, vogliamo ritornare a sognare, voi non siete nostri padroni! “Questa è la nostra terra, non la vostra”.
Caro Paolo, un giorno questa terra sarà bellissima, Caro Peppino, un giorno vivremo di bellezza e Caro Giovanni, Un giorno la mafia cesserà di esistere.
Pippo Fava, in un incontro con le scuole dal titolo “VIOLENZA E MAFIA, i giovani e la scuola contro” disse:
“Noi viviamo in una repubblica, la repubblica ci appartiene, siamo noi, e allora lottate perché dentro questa repubblica ci sia giustizia, perché se noi riusciremo veramente a fare giustizia, non giustizia nelle aule di tribunale, prima, giustizia dentro la società, giustizia per i poveri, per gli emarginati, per noi stessi, allora potremmo essere sicuri di potere cominciare a sconfiggere la mafia e soprattutto potremmo essere sicuri di essere veramente, pianamente degli uomini che abbiano la loro dignità e che abbiano intatta la loro libertà”.

Francesco Serra